Chissà se e quando il Governo dell’area euro si renderà conto di quanto i ritardi in innovazione tecnologica stanno costituendo il primo motivo della sua esclusione per essere protagonista alla formazione del nuovo ordine mondiale. Trump, seppur con una dialettica spinta agli eccessi, sta tentando di imporre un risveglio all’area Euro, ma neppure i dazi riescono a scuoterla, eppure questi dazi sono una vera punizione che viene inflitta ad un suddito non certo a un alleato. Lo stesso tentativo di Draghi di scuotere il Governo comunitario e quello delle singole nazioni che vi aderiscono, non ha smosso nulla di nulla e intanto la guerra tecnologica segue il suo corso, con gli Usa che innescano le marce sempre più alte per continuare ad averne nel predominio da estendere sullo spazio e la Cina che recupera e si avvicina e a sua volta invade il mercato europeo di auto elettriche e ibride, pannelli solari, e altre decine di prodotti finiti in modo da apportare dall’export quanto serve per compensare il calo di produzioni e domanda interni. Vero che per recuperare l’immenso divario tra l’industria tecnologica statunitense e cinese, servirebbero immense risorse finanziarie, nell’ordine di trilioni di euro, ma più passa il tempo e più il divario si allarga diventando incolmabile.
Per risollevare l’Europa serve un mercato unico di capitali e del debito | Libero Quotidiano.it
Chissà se e quando il Governo dell’area euro si renderà conto di quanto i ritardi in innovazione tecnologica stanno costituendo il ...






