Il 73% di chi usa ChatGpt lo fa per scopi personali piuttosto che lavorativi (27%).
Da gennaio 2024, il pubblico femminile del chatbot di OpenAI è salito dal 37% al 52%, di fatto rappresentando oltre la metà di tutti gli utenti dell'IA generativa. Sono i numeri scaturiti da una ricerca condotta dalla stessa OpenAI insieme all'organizzazione americana no-profit National Bureau of Economic Research, basata su 1,5 milioni di conversazioni.
Lo studio ha identificato tre categorie principali di utilizzo del chatbot: "guida pratica", "ricerca di informazioni" e "scrittura", che insieme rappresentano i tre quarti delle interazioni. L'uso più comune è la guida pratica, che include richieste di tutoraggio, consigli e spunti per idee creative.
Per quanto riguarda l'ambito lavorativo, la scrittura si conferma l'attività principale, costituendo il 40% dei messaggi in contesti professionali. Tuttavia, la maggior parte delle richieste di scrittura riguarda la modifica, il controllo e la traduzione di testi già esistenti, piuttosto che la creazione da zero.
Questo, secondo i ricercatori, suggerisce che ChatGpt viene spesso utilizzato come strumento di supporto per migliorare la produttività piuttosto che come sostituto totale delle attività.






