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Lunedì sera in un evento alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che saranno riviste le linee guida per l’assunzione in gravidanza del paracetamolo (venduto negli Stati Uniti col nome commerciale Tylenol, mentre in Italia il marchio più famoso è Tachipirina), sostenendo senza chiare basi scientifiche che possa causare l’autismo. L’annuncio ha suscitato molte perplessità in ambito medico e nella comunità scientifica, considerato che le prove su una correlazione tra paracetamolo in gravidanza e autismo sono discusse da decenni e ritenute deboli, senza un consenso scientifico tale da giustificare dichiarazioni perentorie come quelle di Trump e della sua amministrazione.

Nel corso dell’evento, Trump si è rivolto alle donne incinte dicendo più volte «Non prendete il Tylenol» e «Combattete come non mai per non prenderlo». Ma le linee guida sanitarie seguite da praticamente tutti i paesi nel mondo dicono il contrario, indicando il paracetamolo come un farmaco molto importante per evitare alcuni problemi durante la gravidanza (a patto di non eccedere con le dosi). Il paracetamolo è del resto uno dei principi attivi più diffusi ed economici, lo si usa per abbassare la febbre o ridurre il dolore, e si stima che sia usato da una donna incinta su due in tutto il mondo.