Firenze – Il quaderno segreto ha la copertina rosso antico ed è composto da tanti fogli. Caratteri cirillici, un po' di inglese, una calligrafia ordinata, precisa. Il quaderno è un inedito esposto per la prima volta alla mostra "Bruno Pontecorvo. Da Pisa a Mosca, il lungo viaggio attraverso Scienza e Storia" a Pisa. «Ci sono molte cose interessanti e mi stupisce un po' che nessuno si fosse preso la briga di analizzare fino ad ora quel testo» racconta il professor Rino Castaldi, fisico, ex direttore dell'Infn pisano. Il quaderno rosso di Bruno Pontecorvo sono i primi appunti buttati giù quando è appena sbarcato in Unione Sovietica. E' il 1950, lo scienziato pisano ha 37 anni, ha lavorato con Enrico Fermi e questo fa di lui un fisico già conosciuto nel mondo. Si occupa di fisica teorica e ha una profonda conoscenza delle teorie che si stanno sviluppando sulle particelle elementari.

In Italia De Gasperi vara il suo sesto governo, il Paese riconverte l'industria e si prepara al boom economico, in Sicilia viene ucciso Salvatore Giuliano, Pio XII proclama l'Anno Santo della Madonna Pellegrina e nel Paese si moltiplicano le processioni e i richiami al misticismo, si sventola il pericolo degli "anticristo comunisti". Bruno Pontecorvo lascia tutto questo. Fa una scelta ideologica che sorprende il mondo: va a vivere e a lavorare in Urss, lui «comunista, convinto nella possibilità di realizzare una vera società socialista fondata su un profondo senso di giustizia e di uguaglianza».