Cosa c’entra E. T. con la bagna caoda o i pellerossa con Palazzo Carignano? E, ancora, come mei un nobile fantasma si aggira sul monte del Cappuccini? Interrogativi che esemplificano quanto di più curioso si affastella nelle pagine della “Guida alla Torino incredibile magica e misteriosa. Luoghi, fatti, personaggi, tradizioni” di Enrico Bassignana, edito da Priuli & Verlucca. Il volume, scritto in esemplare equilibrio fra approfondimento culturale e divulgazione, annotazioni dotte e un piglio divertito, a tratti ironico, è in edicola da oggi con La Stampa a 9, 90 euro oltre al costo del giornale.

Bassignana, oltre ad essere giornalista, lei ha scritto una miriade di libri.

«Cinquantadue per la precisione, seguendo filoni differenti, dalla storia locale di piccoli paesi come Marentino, Moriondo, Arignano, ai proverbi, all’esoterismo e magia, ma ho pubblicato pure un romanzo d’avventura e un volume in cui spiego come si racconta la propria storia. Sono infatti convinto che tutti abbiano belle storie da raccontare. Peccato vadano perdute».

In tema di esoterismo, lei ci crede?

«Credo in Dio. Sul paranormale, invece, sono profondamente scettico, pur mantenendo una porta aperta. Certo, dovessi scegliere tra assistere a un miracolo e intervistare un vero fantasma, sceglierei la seconda opzione, anche perché la prima cambierebbe poco per la mia fede, mentre l’altra sarebbe una gran bella esperienza. Però un fantasma l’ho quasi visto al castello della Rotta. Purtroppo, però, al momento di quell’epifania, io ero al primo piano, e il fantasma non mi va ad apparire in cortile? ».