Dopo una ristrutturazione durata circa otto anni per un costo che si è aggirato intorno ai due miliardi di dollari, le grandiose porte del Waldorf Astoria si sono riaperte.
L'iconico hotel al civico 301 di Park Avenue, simbolo di tutta la grandeur della Gilded Age newyorkese, è pronto ad accogliere i suoi ospiti con un nuovo look che guarda al futuro conservando tuttavia tutto lo splendore del suo passato.
E non manca il tocco italiano, dai marmi di Carrara alla biancheria da letto delle camere di Frette. Ad 'operare', inoltre, la macchina dell'hotel che secondo la visione di Conrad Hilton (fondatore della catena Hilton che acquistò i diritti di gestione nel 1949 doveva essere 'the greatest of them all', il più grande di tutti), c'è un managing director italiano, Luigi Romaniello, originario di Roma, con una carriera trentennale nel settore dell'ospitalità. La sua missione sarà quella di offrire esperienze indimenticabili e un servizio straordinario agli ospiti provenienti da tutto il mondo.
"La riapertura del Waldorf Astoria di New York segna un momento straordinario non solo per la città ma per il mondo dell'ospitalità - ha detto all'ANSA Romaniello -. Per generazioni questo hotel è stato un simbolo globale di eleganze e di scambio culturale e ora stiamo scrivendo un nuovo capitolo seguendo quelle orme". L'hotel in stile Art Déco occupa un intero isolato, tra la 49/a e la 50/a strada con un ingresso su Park Avenue e uno su Lexington Avenue. Entrando, quello che dovrebbe essere il primo colpo d'occhio non è una visione ma un'esperienza olfattiva: impossibile non essere inebriati da una fragranza creata appositamente per il Waldorf da Fueguia 1833, '301 Park Avenue'.







