A neanche un anno dal traguardo del Pnrr a giugno 2026 l’ultimo Report Agenas sulla riorganizzazione delle cure sul territorio prevista proprio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è impietoso: certifica che sono solo 660 - sulle 1.038 da target europeo e sulle 1.723 strutture programmate nel complesso - le case di comunità “con almeno un servizio attivo”. Mentre appena 46 sono “complete” di tutti i servizi e della necessaria presenza di medici e infermieri.
Il Sud al palo
Un flop che interessa in generale il Paese ma che è drammatico al Sud: l’Agenzia dei servizi sanitari regionali nel suo Report a giugno scorso sul monitoraggio del Dm 77/2022 - che ha ridisegnato proprio l’assistenza extra ospedaliera - certifica nero su bianco il vantaggio delle regioni del Nord e lo stallo al Meridione anche nei servizi obbligatori nelle Case di comunità “hub”: servizi diagnostici di base, continuità assistenziale, punti prelievi risultano drammaticamente assenti nella parte bassa del Paese, così come del resto le altre voci come l’integrazione con i servizi sociali, le cure primarie erogate in équipe multiprofessionali, l’assistenza domiciliare e i punti unici di accesso.
Il punto nelle Regioni






