La nuova assistenza territoriale comincia a prendere forma.
Tuttavia, l'obiettivo di comporre per intero, entro la scadenza del prossimo 30 giugno, il puzzle fatto di Case di comunità, Ospedali di comunità e Centrali Operative Territoriali sembra molto arduo da raggiungere.
Il monitoraggio realizzato dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) sull'attuazione del Dm 77/2022 mostra infatti importanti ritardi, specie nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di comunità.
Al 31 dicembre 2025, delle 1.715 Case di comunità da mettere a regime entro il 2026 (ma di queste solo 1.038 rientrano nel target minimo Pnrr), appena 66 sono pienamente operative: garantiscono, cioè, tutti i servizi previsti e hanno la completa dotazione di personale medico e infermieristico (24 ore su 24 per 7 giorni alla settimana se si tratta di Case di comunità hub e 12 ore per 6 giorni per quelle spoke). Sono invece 781 quelle che hanno attivo almeno un servizio; c'è poi un gruppo di 265 strutture a metà strada con almeno 5 servizi già attivi.
Dall'analisi emergono forti squilibri territoriali con una maggiore concentrazione delle strutture al Nord. Delle 66 Case di comunità pienamente operative, 22 si trovano il Lombardia, 15 in Emilia-Romagna, 6 nel Lazio, 5 in Piemonte, 4 in Liguria, 3 in Veneto, 2 rispettivamente in Molise, Sicilia, Toscana e Umbria, 1, rispettivamente, in Abruzzo, Marche e Valle d'Aosta.






