Cantieri in ritarodo o addirittura ancora non aperti e tanti fondi ancora da spendere con le maggiori difficoltà al Sud. E poi il rischio che appena aperte le nuove strutture sanitarie, come la Case di comunità e gli Ospedali di comunità, restino scatole vuote per la grave carenza di personale: il rischio infatti è che manchino medici e infermieri per popolarle, anche perché le professioni sanitarie sono sempre meno attrattive. A denunciare il rischio di un flop dei programmi del Pnrr per rilanciare la Sanittà - ci sono 15,6 miliardi stanziati e spesi finora solo 2,8 miliardi è l'ufficio parlamentare di bilancio in un report dedicato proprio ai programmi della missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza: “I ritardi nella realizzazione dei progetti, in particolare edilizi e specialmente nel Mezzogiorno, e la grave carenza di personale sono le criticità e le sfide principali per la riorganizzazione e il potenziamento del Ssn, con il rischio - scrive l'Upb - di compromettere il rafforzamento del Ssn e l'offerta di assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale”.
Tappe difficili da completare e spesi solo 2,8 miliardi
Con questo Focus l'Ufficio parlamentare di bilancio fa il punto sullo stato di avanzamento della Missione 6, Salute, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), concentrandosi principalmente “sulla concreta possibilità di successo della sfida di riorganizzare e potenziare il Servizio sanitario nazionale”. Oltre allo stato di avanzamento degli investimenti secondo i dati più recenti disponibili (documenti ufficiali di monitoraggio e piattaforma ReGiS), il Focus valuta gli sviluppi in termini di effettiva entrata in funzione a pieno regime e in modo strutturale dei nuovi servizi. All'ultimo monitoraggio disponibile il finanziamento pubblico complessivo in questo ambito rilevato in ReGiS risultava pari a 19,4 miliardi, di cui 15,6 relativi al Pnrr. Il raggio di azione degli interventi è ampio, abbracciando l'assistenza territoriale, quella ospedaliera, la ricerca e la formazione. Dall'analisi dell'Upb emerge che le scadenze della Missione Salute concordate a livello europeo sono state sinora rispettate, ma le prossime tappe saranno le più difficili da completare (l'81,7 per cento dei progetti è in fase esecutiva o conclusiva, altri ancora da avviare) e “richiederebbero performance decisamente migliori rispetto alla tradizionale lunghezza della durata dei lavori pubblici in Italia”. Al momento secondo gli ultimi dati disponibili la spesa effettuata risulta pari a 2,8 miliardi, un importo di poco inferiore a quanto previsto dal cronoprogramma (3,1 miliardi), ma lontano dal totale di risorse da utilizzare.








