Di Giancarlo Siani "mi ha colpito il coraggio". Così Toni Servillo attore e regista al Teatro Mercadante di Napoli, presente nel Documentario Rai 'Quaranta anni senza Giancarlo'.

"A questo proposito mi è venuto un pensiero vedendo tanti ragazzi con la maglietta con su scritto #iosonogiancarlo - ha detto il regista sul palco del Mercadante - Non è una critica ma una osservazione. Io non credo che si possa dire 'io sono Giancarlo Siani' perché si diventa Giancarlo Siani. Si diventa, e probabilmente Giancarlo Siani non voleva neanche diventare il Giancarlo Siani che noi stiamo celebrando oggi: voleva essere un ragazzo normale come voi". Affermazione che ha suscitato un lungo applauso. "Mi permetto di suggerire che forse su queste magliette, bisognerebbe dire 'io vorrei diventare quello che voleva normalmente essere Giancarlo Siani'", ha aggiunto.

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di Paolo Popoli - Foto di Stefano Renna

"Oggi quanti ragazzi vogliono fare il giornalista o i professori? Lo spettacolo, il mercato dà dei segnali che queste professioni sono professioni da sfigati. Non me lo impedite perché - ha detto Servillo rivolgendosi ai ragazzi in dialetto napoletano - Pur si tenit 'sta maglietta ncuoll, nun sit Giancarlo Siani" (anche se avete questa maglietta addosso, non siete Giancarlo Siani, ndr). Il regista ha specificato: "Non vuole essere una critica ma un modesto contributo a riflettere che le parole, come diceva Eduardo De Filippo, pesano"