Idata center sono tra i principali motori della competitività a livello di Paese. Perché queste infrastrutture, che servono a gestire, archiviare ed elaborare enormi quantità di dati, supportano servizi digitali essenziali come cloud computing, intelligenza artificiale, e-commerce, streaming e diverse applicazioni aziendali. In sostanza sono la spina dorsale (dal punto di vista tecnologico) che permette a imprese, pubblica amministrazione e cittadini di accedere in modo veloce, sicuro e continuo ai dati e alle informazioni, garantendo la disponibilità e l'affidabilità dei servizi digitali.
Le dimensioni del mercato e le prospettive di crescita
Secondo la ricerca dell'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel 2024 l’economia dei dati ha generato in Italia un valore di 60,6 miliardi di euro, cioè il 2,8% del Pil, e la prospettiva è di arrivare alla fine del decennio superando quota 200 miliardi. Questo a patto che l'Italia riesca ad allinearsi ai livelli di innovazione dei Paesi più avanzati. Secondo lo studio congiunto di A2A e Teha, lo sviluppo dei data center potrebbe contribuire dal 6% al 15% alla crescita annua del Pil entro il 2035, abilitando da 77 mila fino a 150 mila nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti. Numeri che rappresentano un'occasione straordinaria per rafforzare la competitività digitale, tecnologica e occupazionale del Paese.






