Altro che Pontida. Altro che gli elogi di Matteo Salvini («Sarebbe il governatore più giovane d'Italia, 32 anni, ha fatto il sindaco per anni. È parlamentare, conosce il territorio, sa amministrare, sa ben gestire, lo mettiamo a disposizione del centrodestra»), il monito di Zaia agli alleati («Se il candidato sarà della Lega, sarà Alberto Stefani. Se non sarà della Lega sarà un problema»), perfino la benedizione del generale Roberto Vannacci («Io sostegno questa candidatura»). Per Alberto Stefani la vera (e pop) consacrazione si chiama Vanity Fair. Nel numero in edicola, il settimanale diretto da Simone Marchetti dedica infatti la bellezza di cinque pagine al giovane leghista, candidato in pectore alla successione di Luca Zaia. Una lunga intervista, quattro fotografie e una "copertina" importante: l'evoluzione della Lega da Umberto Bossi ad Alberto Stefani passando per Roberto Calderoli, Mario Borghezio, Matteo Salvini, Luca Zaia. "Oltre il dio Po. Sei gradi di separazione - titola il settimanale di Condé Nast - uniscono i fondatori della Lega ad Alberto Stefani. Dipinge, studia, fa sport: è l'astro nascente che crede in un nuovo linguaggio e nel valore della gentilezza».

Salvini a Pontida “sposa” Vannacci: «In piazza a San Valentino per difendere i valori dell’Occidente»