La campagna elettorale nelle Marche da tempo è un cinico teatrino. E sul tema la sinistra sta offrendo il peggio. Non è mancato nulla: dall’utilizzo strumentale della legge sul fine vita fino alla costante evocazione di quanto sta accadendo a Gaza. Questioni enormi, certo, ma tirate in ballo solo per distogliere l’attenzione dal vero tema: il governo della Regione. In questo Matteo Ricci, candidato del centrosinistra, ha dimostrato di essere una sorta di fuoriclasse.

E quanto accaduto lo scorso sabato è paradigmatico: Ricci, accompagnato da Elly Schlein, ha deciso di mettersi in posa davanti alla lapide che ricorda le tredici vittime dell’alluvione del 2022, a Ostra, in provincia di Ancona. Una scelta cinica, calcolata, profondamente discutibile. Rispetto? O forse pura speculazione su chi ancora oggi prova dolore per quella tragedia?

Poche balle: un'offesa alle vittime. Non a caso la decisione di Ricci ha suscitato sdegno. Anche quello dei familiari delle vittime, che hanno deciso di reagire. In particolare lo ha fatto Romina Ceresoli, compagna di Diego Chiappetti, una delle vittime. La donna ha scritto di suo pugno una durissima lettera aperta che non lascia spazio a fraintendimenti e che stronca, con sdegno, la strumentalizzazione.