Ossa e teschio bianchi, sfondo nero. La Jolly Roger rievocata dalla serie comics One Piece – avvistata anche nelle recenti proteste di Giacarta, Katmandu e Parigi – ora sventola a Lima, in piazza San Martín, e simboleggia la rabbia di una generazione che si dice “tradita” e “derubata” dal governo presieduto da Dina Boluarte che, per risanare il bilancio, vara una stretta alle pensioni, lasciando però intatti i privilegi di una classe politica molto distante dal Paese reale e con un risibile indice di gradimento.

“Siamo stanchi di sopportare un parlamento che fa soltanto i propri interessi. Questa generazione non ha più paura”, dicono influencer e organizzatori della “Marcia della generazione Z”, che si è tenuta sabato e domenica a Lima, Cuzco e Arequipa e alla quale hanno aderito collettivi e sigle sindacali. “Non volevamo parlare di politica, ma oggi ci uniamo alla manifestazione”, perché “hanno colpito chi non dovevano colpire, se la sono presa con le persone sbagliate”, hanno detto i giovani, molti di loro dell’Universidad San Marcos, che domenica 21 settembre hanno marciato verso il Congresso peruviano.

Al centro della contestazione il regolamento della Legge 3123, approvato il 5 settembre, che punta alla progressiva privatizzazione del sistema pensionistico peruviano attraverso il rafforzamento delle Afp, le Amministratrici di fondi pensionistici. Si tratta di entità private, che via via si sostituiranno al Sistema di previdenza pubblico. E lo faranno aprendo ad assicurazioni, banche e altri enti chiamati a rendere più redditizie le pensioni, anche investendo i risparmi dei contribuenti sul mercato.