Dopo Kenia, Nepal, Indonesia e Filippine la Gen Z scuote anche Madagascar, Marocco e Perù. Anche se a migliaia di chilometri di distanza, le proteste antigovernative hanno un denominatore comune: sono guidate dalla generazione dei nati tra il 1997 e il 2012. Giovani e giovanissimi riempiono le piazze e protestano per chiedere fine della corruzione, migliori condizioni di vita e più diritti.
L’ultimo paese travolto dalle proteste nate e montate sui social media è stato il Madagascar, dove lunedì le violente contestazioni innescate dalle ripetute interruzioni di acqua ed elettricità – e la cui repressione ha causato 22 vittime, con lo sdegno dell'Onu – hanno spinto il presidente Andry Rajoelina a sciogliere il governo. Nella capitale Antanarivo è ancora in vigore il coprifuoco, perché la promessa di Rajoelina di trovare una soluzione non è bastata agli organizzatori che hanno indetto nuove manifestazioni nella capitale.
Antananarivo, Madagascar
Anche in Marocco continua l’ondata d’indignazione dei giovani manifestanti che sotto la sigla di GenZ212 sono scesi in piazza a Marrakech dopo che nei giorni scorsi la protesta aveva toccato Rabat, Tangeri e Casablanca. Nei giorni scorsi ci sono stati quasi 200 arresti, ma non è servito a fermare i manifestanti.










