Roma, 30 set. (askanews) – “La gente vuole scuole e ospedali”, o “Libertà, libertà, libertà”, sono tra gli slogan intonati dai manifestanti a Rabat, nel terzo giorno di proteste che chiedono riforme dell’istruzione e della sanità pubblica. Ma secondo un gruppo locale per i diritti umani, la polizia ha arrestato lunedì decine di persone in Marocco nel tentativo di reprimere le proteste della Gen Z. Le manifestazioni si svolgono in un contesto di malcontento pubblico per le disuguaglianze sociali nel Regno, che, secondo i manifestanti, colpiscono in particolar modo giovani e donne.
Gli appelli a protestare, ancora una volta, girano sulla chat Discord. Le autorità hanno tentato di impedire ai gruppi di giovani di radunarsi e una massiccia presenza di forze dell’ordine è stata osservata nella capitale Rabat, ma anche a Casablanca, la città più grande del Marocco, così come ad Agadir, Tangeri e Oujda. Secondo AFP e Reuters, che citano giornalisti e testimoni, la polizia ha arrestato decine di giovani manifestanti che cercavano di cantare slogan o parlare con la stampa a Rabat. Hakim Sikouk, presidente della sezione di Rabat dell’Associazione Marocchina per i Diritti Umani (AMDH), ha dichiarato che ci sono stati “più di 60 arresti a Rabat” e un numero imprecisato nelle città di Casablanca, Agadir, Oujda e Meknes. L’organizzazione ha scritto su Facebook che due attivisti della sua sezione di Rabat sono tra gli arrestati.














