Più debiti pubblici e privati, più guerre tradizionali e commerciali? Più interesse per l’oro. Questa logica antica e per nulla rassicurante prende grande spazio nelle strategie di tutti i soggetti che muovono i mercati, dalle banche centrali ai grandi investitori privati. E, questa volta, chiama in causa in modo importante anche le intenzioni del governo americano, mentre sulla scena mondiale balla un dollaro molto meno caro.
«Il bello dell’oro è che adora le brutte notizie», diceva Harry Angstrom detto Coniglio, nella tetralogia di John Updike che narra la parabola storica dell’americano medio. E il signor Rabbit, finalmente ricco dopo il consolidamento della sua concessionaria di automobili, non resiste al fascino del metallo giallo. Nemmeno quando riesce a fare un nuovo salto di qualità globale con il suo business, diventando il rappresentante locale di una marca giapponese.







