C’è ancora una certa cautela tra gli operatori a parlare di “grande speculazione” sull’oro. Ma gli ingredienti ci sono tutti, a leggere i report snocciolati nelle ultime ore dopo l’ennesimo affondo di Trump che colpisce nel cuore il sistema di scambio globale del metallo giallo seppure attraverso i dazi imposti alle importazioni in Usa di lingotti svizzeri da un chilogrammo. Ed è a questi ingredienti che stanno guardando con attenzione anche le Autorità di vigilanza dei mercati, da una parte all’altra dell’Oceano. Sotto osservazione c’è il ruolo di riserva internazionali del metallo giallo, ben più pesante negli ultimi mesi, a fronte della debolezza del dollaro in un sistema che sta cercando una certa diversificazione rispetto alla dipendenza dalla moneta Usa (oggi l’oro vale il 20% delle riserve delle banche centrali globali, contro il 46% del dollaro Usa). Ben più attive del solito sono risultate la banca centrale cinese e quella russa. E se è già da tempo che un po’ tutte le banche centrali comprano oro fisico a ritmi elevati, superando le 1.000 tonnellate annue per il terzo anno consecutivo (più del doppio della media del decennio precedente), il trend è destinato a durare, giurano gli esperti.
Oro, sale la speculazione di Borsa tra dazi e mosse delle banche centrali
C’è ancora una certa cautela tra gli operatori a parlare di “grande speculazione” sull’oro. Ma gli ingredienti ci sono tutti, a leggere i report snocciolati nelle...









