dal nostro inviato
PONTIDA (BERGAMO) - È la solita Pontida che prima di iniziare i lavori, con un sottofondo musicale struggente, ricorda i militanti che nell’ultimo anno se ne sono andati e stavolta sul maxischermo compare anche il volto dell’ex “sceriffo” di Treviso Giancarlo Gentilini. Certo, da tempo non è più la Pontida degli esordi, non c’è il folklore degli anni Novanta, perfino il palco quest’anno ha cambiato colore, adesso è tinto di blu e di rosso. Forse c’è meno gente (ma gli organizzatori dicono più di 10mila persone) ed è mutata la disposizione degli stand e del capannone. Ma è sempre il raduno della Lega ed è da qui che Matteo Salvini lancia i messaggi. Al suo popolo e alla politica. Parla, prima di tutto, della «difesa dell’Occidente» e annuncia una manifestazione nazionale «in una grande città»: «Non prendetevi impegni per il prossimo 14 febbraio». E parla della guerra che deve cessare: «Non manderemo mai i nostri figli a combattere e morire in Ucraina, non siamo in guerra contro nessuno».
Il segretario della Lega arriva sul palco alle 13, puntualissimo. Prima di lui ci sono stati i governatori, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti, Attilio Fontana, Luca Zaia. I ministri, con Giancarlo Giorgetti che chiede «rispetto per le gerarchie all’interno della Lega, altrimenti finiremo come tutti gli altri» e conferma l’obiettivo per la prossima manovra della “pace fiscale” e del calo delle aliquote Irpef per il ceto medio. Si alternano i quattro vice del Capitano: Claudio Durigon, Silvia Sardone (cui non difetta il linguaggio colorito: «Ci siamo rotti i co... degli immigrati clandestini»), il veneto Alberto Stefani (che lo speaker presenta domandando: chissà in che veste lo vedremo l’anno prossimo), infine Roberto Vannacci, l’unico a non restare dietro il podio e a impossessarsi del palco. «Non ci rassegniamo alla società meticcia che vorrebbe qualcuno e all'islamizzazione delle nostre città. Eccola la generazione di Pontida, la generazione dei padroni a casa nostra», dice il generale. Che propone: «Il giuramento di Pontida e gli eroi della Decima Mas andrebbero insegnati nelle scuole. Oggi i ragazzi non li conoscono mentre sanno chi è Greta Thunberg, che invece non ha combinato nulla».












