Anche questa voltai portatori di sventura sono rimasti delusi. Del preannunciato “duello” tra “vannacciani” e vecchia guardia della Lega, non s’è vista traccia. Così come delle paventate contestazioni dei giovani. Al contrario, i cori per il generale sono stati secondi per intensità solo a quelli riservati a Matteo Salvini che, sfidando il parere dei medici, alla fine non è riuscito a stare lontano da quel movimento giovanile che lui ha sotto pelle. «Mi hanno detto di riposare, ma il mio riposo siete voi. Non ce l’ho fatta a stare a casa».

Le sue parole sono quasi tutte per i giovani: «Siete quelli che hanno una marcia in più e siete destinati a guidare il cambiamento». Poi la politica: «Proveranno a dividerci, lo fanno da trent’anni, ma non ci riusciranno mai. Oggi ho sentito una polemica sul fatto che le magliette che ricordano Kirck sono nere. Ma se siamo in lutto come dovevamo farle? Fucsia? E poi- scherza mica abbiamo l’armocromista della Schlein...». Rivolto ad Alberto Stefani che aveva parlato poco prima, dice: «Spero che il prossimo anno tu sarai qui come il governatore più giovane d’Italia. Il Veneto se lo merita». Poi puntualizza: «È un augurio, noi non imponiamo niente a nessuno».