Se per ridurre l’impatto di emissioni inquinanti nei trasporti su strada, auto e camion, si sta puntando sull’elettrificazione, nell’aviazione il discorso è più complesso. E le batterie non ne fanno parte. Allo stato attuale sia Stati Uniti che Europa stanno puntando sul SAF, acronimo di Sustainable Aviation Fuel, un carburante prodotto da fonti sostenibili, come olii vegetali, grassi animali, rifiuti agricoli, ma anche alghe o anidride carbonica catturata. Il SAF può ridurre le emissioni di gas serra fino all'80% rispetto ad un aereo alimentato con carburante tradizionale, nel corso del suo ciclo di vita. Una riduzione che include le emissioni derivanti dalla produzione, dal trasporto e dalla combustione del carburante. Purtroppo, ancora oggi le percentuali di SAF impiegato per l’aviazione sono molto basse.

Amazzonia in crisi: tra deforestazione e una COP30 piena di guai

di Giacomo Talignani

05 Settembre 2025

A livello mondiale, gli Stati Uniti sono il maggior produttore mondiale. Nel 2023, si stima che la produzione americana di SAF abbia toccato quota 190 milioni di litri, ma siamo a meno dell'1% del carburante per aereo totale consumato dal paese. Mentre il mercato globale del carburante per jet, seppur piccolo, vale circa 2,9 miliardi di dollari nel 2025 secondo la società di analisi SkyQuest Technology Group, rispetto al mercato globale di 239 miliardi di dollari per il carburante per aviazione convenzionale.