Da Beppe Grillo a Enzo Iacchetti. È il gioco dell’oca della sinistra italiana, che ormai si aggrappa ai comici per sopravvivere politicamente. E lui, il nuovo eroe, Iacchetti appunto, si aggrappa alla sinistra per trovare lavoro o una candidatura, chissà. Se denuncia che lo minacciano alternativamente di morte o di togliergli il lavoro – lavora ancora? – ha bisogno di far parlare di sé. E con Fanpage ha interpretato benissimo la parte. Definisci piagnone, potremmo dire. Fa la vittima, ma è la solita parte di sempre. L’antefatto sta nella trasmissione della Berlinguer, dove Iacchetti si è scatenato contro il rappresentante dell’associazione degli amici di Israele.
Lo voleva pure prendere a pugni, ha minacciato. Ieri sera ha continuato a rivendicare il suo comportamento ancora in tv, ad Accordi e disaccordi di Luca Sommi sulla Nove, con Travaglio, Orsini e la solita Francesca Albanese, una star ormai. Il tema resta la questione palestinese. A Fanpage Iacchetti ha messo il consueto sale nell’intervista per far crescere il vittimismo attorno a se stesso: «Ho rotto il palco, ho sfondato la quarta parete del televisore. Il mio è stato un atto di supplenza morale perché chi dovrebbe parlare tace». Praticamente un combattente, un eroe. Che denuncia di pagare un prezzo alto: «Sto perdendo parecchio lavoro, ho parlato con Morgan che mi ha detto la stessa cosa». In più l’hanno lasciato solo, forse per vergogna: «Non c’è stato un politico di sinistra che mi abbia dato solidarietà. In questo momento non sono di nessuno, sono solo dalla parte di quella povera gente». E esplode ancora contro Eyal Mizrahi, il presidente della Federazione Amici di Israele: «Era un provocatore andato lì per fare propaganda. Dentro di loro esiste il male, quello che ha detto neanche il diavolo avrebbe il coraggio di dire». Quando leggiamo quel “dentro di loro” un brivido corre lungo la schiena, sembra davvero qualcosa collegato ad una razza... Ma come si fa?










