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21 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:15
“La mia furia non è stata diplomatica e nemmeno misurata, ma è una furia profondamente umana. Allora io mi sono sentito in dovere di fare una supplenza morale per chi sa delle cose e non le dice”. Enzo Iacchetti, reduce da una settimana di vortice mediatico dopo l’ultima puntata di E’ sempre Cartabianca in cui ha perso le staffe contro il presidente della Federazione amici di Israele, è stato ospite di Accordi&Disaccordi da Luca Sommi e ha spiegato il motivo di tanta “furia”, come lui stesso l’ha chiamata. “Sono felice di essere stato in un frullatore, ma devo dire che la cosa più bella sono stati gli abbracci della gente normale, per strada, e i tanti messaggi di solidarietà. – ha detto l’artista in collegamento insieme ad Andrea Scanzi, ospite fisso della trasmissione e primo giornalista a difendere Iacchetti dopo la puntata di martedì scorso – Io ho reagito in quel modo perché era l’unico modo per tornare alla realtà perché il contesto era troppo distorto, quindi secondo me era impossibile non reagire in questo modo, ma come pensano tutti coloro che sono contrari, che pensano che nessun bambino è stato ucciso in Palestina, che non è vero che i Palestinesi sono sempre stati massacrati dai sionisti, quelli che dicono queste cose non hanno evidentemente nemmeno un momento di pietà per ciò che accade e riescono anche a smentire ciò che hanno davanti agli occhi. Allora io cosa ho fatto? Ho rotto il palco, ho rotto la “quarta parete” perché ci sono delle regole etiche”. Tra l’altro, ha raccontato lo storico conduttore di Striscia la notizia – Eyal Mizrahi ha usato un modo abbastanza vigliacco per farsi inviare al programma di Bianca Berlinguer “perché lui si era proposto come nemico acerrimo di Netanyahu”, cosa che si è rivelata poi non vera. “Io non volevo contradditori perché non sono un esperto opinionista, – ha detto ancora Iacchetti – sono un attore che però pensa come un uomo normale e parla come parla un uomo. Allora io mi sono sentito in dovere di fare una supplenza morale per chi sa delle cose e non le dice, per chi fa delle cose e non le fa”.












