Da un po’ di tempo hanno iniziato a fare affari con la nostra attenzione. Le neuroscienze che forniscono alle imprese strumenti sempre più sofisticati per catturarla. I media che competono per accaparrarsi i nostri sguardi e i nostri pensieri, ma soprattutto le grandi piattaforme social che ormai conoscono tutto di noi e sanno bene come attirarci e tenerci agganciati all’amo. È la nuova “economia dell’attenzione”, bellezza!

Nel Mind the Economy della scorsa settimana abbiamo analizzato la “meccanica” dell’attenzione, i suoi tre motori d’azione – stimoli, obiettivi, motivazioni – e le implicazioni che derivano dal considerare l’attenzione come una risorsa scarsa negli ambiti classici dell’economia, come il consumo, la produzione, le dinamiche organizzative, le interazioni strategiche. Il passo successivo, quello su cui ci concentreremo qui, riguarda l’analisi delle conseguenze operative che derivano dalla nuova economia dell’attenzione. I rischi connessi e le contromisure possibili.

Come abbiamo visto la l’attenzione viene in alcuni casi direzionata attraverso atti volontari espliciti ma molto più spesso, invece, si mostra vulnerabile ad interventi esterni ed è, per questo, che c’è spazio perché venga condizionata dall’esterno. Lo strumento principale di questa manipolazione è quello che George Loewenstein e Zachary Wojtowicz chiamano “bluff attentivo” “The Economics of Attention” (Journal of Economic Literature 63(3), pp. 1038–89, 2025). Questi “bluff” sono strategie attraverso le quali si genera “salienza”. Gli psicologi dell’attenzione indicano con questo termine la situazione nella quale un certo stimolo spicca rispetto al contesto e quindi attira la nostra attenzione in modo preminente. Possiamo intenderla come la capacità di venire in “evidenza” o di “risaltare” che uno stimolo possiede, sia per caratteristiche fisiche, ma anche per caratteristiche cognitive o motivazionali. Nel primo caso la salienza è legata alle proprietà percettive dell’oggetto: una freccia gialla lampeggiante in mezzo alla strada, anche di notte, spicca in mezzo a un paesaggio grigio, così come un banner pubblicitario che ci appare in mezzo allo schermo del computer mentre navighiamo su internet è impossibile che passi inosservato. Sono alcune caratteristiche dell’ambiente a catturare la nostra attenzione. La salienza motivazionale, invece, è legata ai nostri scopi, alle intenzioni o alle aspettative che abbiamo. Se stiamo cercando le chiavi di casa, gli oggetti metallici diventano più “salienti” anche se non sono i più appariscenti. Se stiamo facendo qualcosa di nascosto – frugando di notte nel frigorifero nonostante la dieta – ogni piccolo rumore è capace di farci sobbalzare.