Cause miliardarie di Donald Trump contro il New York Times con una denuncia che il giudice Steven Merryday, nominato da un presidente repubblicano, Bush senior, «chiede di riformulare perché impropria e inammissibile». Ma anche contro il Wall Street Journal del conservatore Rupert Murdoch. E poi la minaccia di ritirare le licenze alle reti tv, l’offensiva contro i programmi serali di satira politica con i network che si piegano: la Cbs ha già annunciato la chiusura, da maggio, del Late Show che Stephen Colbert ha ereditato 10 anni fa da David Letterman, mentre la Disney ha appena sospeso a tempo indeterminato il Jimmy Kimmel Live che va in onda da 22 anni (Kimmel messo alla porta per aver detto che ci sono Maga che sfruttano l’assassinio di Kirk per ottenere vantaggi politici). E anche i conduttori delle altre reti tremano: nel mirino Seth Meyers che conduce Late Night sulla NBC (ironizza su questo momento buio sostenendo di aver sempre ammirato Trump e attribuendo a un’AI le cose che ha detto contro il presidente), Jon Stewart del Daily Show e Jimmy Fallon del The Tonight Show. Da un paio di giorni, poi, è sotto il tiro dell’amministrazione Trump anche The View: lo show mattutino condotto da Whoopi Goldberg, vecchia spina nel fianco del presidente.