Dopo insulti a distanza e schermaglie nemmeno troppo velate, Matteo Renzi e Giuseppe Conte si sono stretti la mano all'evento organizzato dall'associazione Giovane Roma. Lo scatto è avvenuto nel cortile storico dell’Università degli Studi Link a Roma, dove si svolge per il secondo anno consecutivo “60 Under 30 che stanno cambiando il Paese”, il riconoscimento alle migliori giovani promesse della politica italiana che si sono già distinte all'interno delle principali istituzioni del Paese, sia a livello nazionale che locale. L’evento è promosso dall’associazione "La Giovane Roma" in collaborazione con il magazine “Politica”. Prove di disgelo? Forse sì, dopo che i due leader, di Italia Viva e del M5S, hanno capito che solo con il campo largo si vince- vedi Genova, con la vittoria di Salis. Già alla festa del Fatto Quotidiano Conte aveva anticipato: «Faremo di tutto per evitare accozzaglie o armate Brancaleone, ma un percorso si può fare, adesso non ha senso dire "tizio sì, tizio no"». Mentre in passato, dalla caduta di Conte rivendicata da Renzi, le battute al veleno non erano mancate: «Conte statista? Macché, è uno stagista». «Renzi? Un lobbista che si fa pagare dai governi esteri».