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Una casa di Traversara danneggiata dall’alluvione dell’anno scorso (© Michele Lapini)

In via Torri a Traversara è rimasto tutto com’era un anno fa, quando l’acqua del fiume Lamone sfondò l’argine e distrusse una trentina di case, prima di allagare l’intero paese. Dalla recinzione di metallo che delimita la “zona rossa”, dove nessuno può entrare, si vedono i piani sventrati, detriti ammassati ovunque, armadi e comò spaccati in due, gonfi per l’umidità, termosifoni sospesi nel vuoto. Chi abitava in quelle case scappò di notte, in fretta, senza poter prendere nulla. Da allora gli abitanti sono tornati qui solo per recuperare le poche cose risparmiate dall’alluvione. Alcuni di loro hanno perso tutto.

Via Torri a Traversara (© Michele Lapini)

Tra il 18 e il 19 settembre del 2024 in Emilia-Romagna caddero 350 millimetri di pioggia, una quantità eccezionale in così poche ore. La zona di Bagnacavallo e Faenza, già colpita dall’alluvione del maggio del 2023, fu sommersa di nuovo. Oltre un migliaio di persone furono costrette ad abbandonare le loro case, molte vennero portate in salvo dai soccorritori con i gommoni o in elicottero. Quasi tutte rimasero sfollate pochi giorni, in attesa che il livello dell’acqua calasse. A Traversara, una frazione di Bagnacavallo, non fu possibile tornare così presto per via dei troppi danni: la maggior parte degli abitanti aspettò settimane, altri mesi, mentre chi abitava in via Torri è ancora in attesa.