ROSOLINA (ROVIGO) - Ancora nessuna novità per il rientro in patria della salma di Filippo Guarnieri, il gelataio di Rosolina scomparso il 22 agosto all'età di 55 anni in Ghana, dove si trovava per lavoro. I famigliari e gli amici da un mese attendono la conclusione del lungo iter burocratico per la restituzione del corpo di Guarnieri che, almeno per il momento, non si sa ancora se verrà cremato: l'autopsia che si era svolta all'ospedale di Accra, vicino al luogo in cui l'uomo stava lavorando in quei giorni, aveva stabilito che era stato un tragico malore a risultargli fatale, tesi appoggiata anche dal socio di Guarnieri che l'aveva voluto al suo fianco per gestire la catena "Pizza&Ice Ltd" nella quale era stato assunto in virtù delle sue conoscenze e capacità di direttore di produzione e tecnico specialista.
La Farnesina a poche ore dall'accaduto si è messa in contatto con la famiglia di Guarnieri per avvisare del lungo e complesso percorso che deve affrontare in questi casi la burocrazia ghanese ed è intervenuta sull'argomento anche l'ambasciata italiana, con sede ad Accra, che dopo aver fatto le condoglianze ai parenti ha sottolineato i tempi lunghi per il rientro del corpo dell'uomo in Italia, dove i suoi cari lo stanno ancora aspettando per riservargli un ultimo saluto. Intanto la sorella di Guarnieri, Giulia, si sta occupando di portare avanti l'attività di famiglia con sede a Rosolina Mare in piazzale Europa e, nel frattempo, ha fatto sapere di essere costantemente in contatto con un fiduciario che si sta occupando delle questioni legali in Ghana: «Eravamo stati avvisati sin da subito che i tempi per l'avvio della procedura e la sua relativa conclusione sarebbero stati molto dilatati per cui, per il momento, non ci resta altro da fare che aspettare che dall'Africa ci arrivi qualche novità» ha dichiarato.







