VIGONZA (PADOVA) - «Aspettiamo di sapere quando tornerà in Italia la salma di nostro figlio». Il corpo di Riccardo Rocco, il giovane di 27 anni di Codiverno di Vigonza morto dopo essere stato travolto da un'onda anomale mentre pescava sugli scogli nella riserva naturale di Los Charcones, nella costa meridionale dell'isola di Lanzarote, alle Canarie, non arriverà in Italia prima della prossima settimana. Sul posto, a seguire le procedure per il rimpatrio di Riccardo, ci sono i fratelli maggiori Silvia e Alberto, arrivati martedì pomeriggio a Lanzarote, che dovranno anche eseguirne il riconoscimento.
Intanto nella casa di via Isonzo, mamma Francesca Casanova e papà Angelo, aspettano di ricevere novità. In costante contatto con gli altri due figli alle Canarie. Con i loro volti, affaticati dal dolore, e con la voce dolce e triste allo stesso tempo, tra silenzi e momenti di commozione, raccontano la difficoltà di questi momenti che con il passare delle ore diventano sempre più difficili. La loro forza sono i nipoti, gli altri due figli e i molti amici e conoscenti di Riccardo che stanno loro vicino con una parola, una telefonata, una visita.
«Abbiamo sentito Riccardo per l'ultima volta domenica 7 dicembre attraverso un messaggio vocale dove ci raccontava che tutto stava andando bene. Era felice. Insieme al messaggio ci ha anche inviato alcune foto con i pesci che aveva pescato. E poi, come sempre, il suo saluto era "ti voglio bene mamma, ti voglio bene papà". Questo era il nostro Riccardo: solare, sempre con il sorriso, buono, sensibile, vivace, allegro. Ma poi era simpatico, scherzoso. Entrava dalla porta e diceva sempre: "ehi, ciao mamma, ciao papà. Sono qui". La pesca era la sua vita e aveva un'attrezzatura molto ricercata e di valore, e se l'era portata in viaggio alle Canarie».







