VENEZIA - A Pontida nel segno di Bossi, come dice Luca Zaia, o nel segno di Vannacci che per la prima volta sarà al raduno leghista con tutte le stellette?
Domani 21 settembre la Lega torna a riunirsi sul “pratone” bergamasco, dal Veneto partiranno prima ancora che albeggi 40 pullman, la stima è che tra viaggi organizzati e auto private partecipino 3mila “lighisti”. Il loro auspicio, mantenere la guida della Regione, ma nessuno scommette sull’ufficializzazione del candidato governatore nelle prossime ore. La partita «la chiudiamo bene dopo Pontida», ha promesso Salvini martedì scorso. «Nomi ancora non ce ne sono - ha confermato ieri il presidente Zaia, fresco della firma del decreto di indizione delle elezioni per il 23 e 24 novembre -, anche perché il tavolo nazionale dovrà decidere se accogliere la nostra istanza, che è forte e non è una lesa maestà per gli altri partner di Governo, ma è rispettosa di chiedere ancora il nostro rappresentante». E se Salvini strapperà l'ok per il candidato della Lega in Veneto «sarà - ha detto Zaia - Alberto Stefani»: «È l'indicazione del segretario Salvini, non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Però questa è un fase in cui ancora dobbiamo capire se il candidato presidente sarà il nostro oppure no».














