APontida si scaldano i motori - con tanto di slogan contro il Green deal europeo - per il 36esimo raduno della Lega. Ma non si vede il pienone degli anni d'oro, nonostante la chiamata collettiva di tutto il Carroccio: il pratone è stato dimezzato da due grossi tendoni che occupano il fondo dell'area. Le bandiere con la rosa camuna lombarda e i vessilli leghisti ci sono ma con accanto le magliette dedicate a Charlie Kirk e le bandiere di Israele.
Ai piedi del palco, a proposito di simboli, compaiono due striscioni del movimento “Il mondo al contrario” di Vannacci, ma poi vengono spostati. «I nuovi arrivati sono un valore aggiunto e possono dare mano coinvolgendo elettori che magari non si avvicinano alla Lega per varie ragioni, dopodiché il rispetto reciproco è l'elemento fondante» dice il segretario lombardo e capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Sulla stessa linea d'onda il governatore Veneto uscente Luca Zaia che parlando proprio dell'ex generale ora vice segretario leghista aggiunge: «Abbiamo delle regole e tutti devono rispettarle».
E rispondendo alla domanda di un cronista sulla “vannaccizzazione” del Carroccio scherza: «Legalizziamo tutti”» Il generale, infatti, ieri sera si era preso la scena tra i giovani. Con Salvini arrivato poi a sorpresa dopo lo stop causato dalla colica renale. Dall'altro lato del pratone arriva anche Susanna Ceccardi che con il generale aveva avuto qualche screzio sulla scelta dei listini per le regionali in Toscana.«Nessuna lite con Vannacci. L'obiettivo mio di Salvini e di Vannacci è battere il Pd perché governa male da 70 anni».










