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Vari paesi stanno lavorando per sviluppare nuovi sistemi di difesa contro i droni basati sui laser: dovrebbero essere più efficienti e soprattutto più economici di quelli attuali, il cui principale svantaggio è proprio quello di essere enormemente costosi. Abbassare i costi dei sistemi di difesa aerea potrebbe fare un’enorme differenza per vari paesi, a partire dall’Ucraina, dove la Russia negli ultimi mesi ha parecchio intensificato i suoi attacchi arrivando a usare centinaia di droni contemporaneamente. Nelle scorse settimane inoltre droni russi sono entrati nello spazio aereo di paesi membri della NATO (la Polonia e la Romania), allarmando i paesi europei e convincendoli a rafforzare le proprie difese.

Un drone è, semplificando un po’, un veicolo aereo senza equipaggio, che viene quasi sempre telecomandato da remoto. I droni possono essere usati per vari scopi: tra le altre cose possono lanciare missili oppure contenere esplosivi che detonano quando il drone si schianta contro il proprio obiettivo. I laser invece emettono fasci di luce concentrati altamente energetici: quelli per abbattere i droni impiegano una grande quantità di energia per produrre un raggio estremamente caldo, che può bruciare o sciogliere l’obiettivo.