Droni low cost e missili intercettori integrati con sistemi di intelligenza artificiale e sviluppati in Europa nel giro di un anno al massimo. Il progetto si chiama LEAP – Low-cost effectors and autonomous platforms – e il “balzo” in questo caso è delle capacità di difesa di cinque paesi europei che trainano gli investimenti militari in Europa in ambito Nato.L'idea è stata formalizzata a fine febbraio a Cracovia dai Paesi che fanno parte dell'E5, che sono Polonia, Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania. “Collettivamente, disponiamo di alcuni dei migliori equipaggiamenti dell’intero pianeta per abbattere minacce aeree”, ha detto il viceministro della Difesa britannico Luke Pollard. Il problema che diventa sempre più un'urgenza – tra Ucraina e situazione nel Golfo – è trovare sistemi che costino poco, che siano impiegabili in poco tempo e con tempi di addestramento quasi nulli per gli operatori.L’Iran continua a lanciare sciami di droni a basso costo che in certi casi riescono a eludere i sistemi di difesa. Le tecnologie ucraine sviluppate negli ultimi anni potrebbero essere la carta vincentePer dirla con le parole di Pollard, “Il problema è essere efficaci nell’abbattere missili relativamente a basso costo, droni e altre minacce che dobbiamo affrontare”, perché adesso la priorità è quella di difendersi senza esaurire scorte di armi molto costose da acquistare e con tempi di produzione su programmazioni industriali di lungo periodo.“Dobbiamo assicurarci che il costo della difesa corrisponda al costo delle minacce”, ha detto Pollard. “Le tecnologie e le tecniche di combattimento cambiano rapidamente: dobbiamo reagire in modo rapido e preciso”, ha scritto il governo polacco. Alla riunione – e in conferenza stampa – c'erano oltre ai rappresentanti e ministri della Difesa dei cinque Paesi, anche la vicesegretaria della Nato Radmila Shekerinska e l'Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas. L'Italia è stata rappresentata – su delega del ministro della Difesa Guido Crosetto – dalla senatrice Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa.Cosa vuol dire LEAP per i cieli europeiCome si legge nella nota ufficiale del governo britannico, “LEAP vedrà lo sviluppo di sistemi avanzati di difesa aerea a basso costo – come droni low cost autonomi o missili – il cui primo progetto sarà consegnato entro il 2027, offrendo un’opportunità senza precedenti per sfruttare i finanziamenti europei per la difesa, la leadership, l’intelligenza artificiale e l’autonomia”. Si tratta sempre più di un cambio strutturale di dottrina di difesa aerea, per allineare lo “scudo antimissile” Nato agli scenari in rapida evoluzione e all'attuale contesto di sicurezza europeo.“Il fatto che i leader di questi cinque paesi abbiano annunciato una collaborazione su questo tipo di progetto industriale nel settore della difesa è uno sviluppo positivo. La leadership dei capi di Stato farà sì che questa iniziativa diventi una priorità”, spiega in un'intervista a Wired Italia da Washington John Parachini, senior international and defense researcher della RAND Corporation. Aggiunge che “l'esperienza dell'Ucraina” nel campo dell'adattamento e sviluppo di sistemi del genere serve a questi cinque Paesi da lezione.C'è da ricalibrare una simmetria tra allerta e risposta. “Tutte le principali forze armate dipendono eccessivamente da sistemi di intercettazione di fascia alta. Considerata la natura delle minacce missilistiche che vediamo dalla Russia e, più recentemente, dall’Iran, i Paesi hanno bisogno sia di capacità di fascia bassa sia di fascia alta. Trovare il giusto equilibrio varierà a seconda della minaccia”, spiega Parachini.Esercitazione militare internazionale anti-drone Baltic Trust 25 (BATT25) presso il poligono di addestramento militare di Selonia (Selija), vicino a Viesīte, il 27 agosto 2025
Come difendersi dai droni Shahed con droni altrettanto low cost, il nuovo progetto di 5 paesi europei (Italia compresa)
Si chiama LEAP – Low-cost effectors and autonomous platforms – il nuovo progetto di Polonia, Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna per abbattere minacce aeree in arrivo con dispositivi a basso costo. Pronti in un anno






