L’euro digitale è un investimento pubblico che va fatto subito. L’Unione deve avere al contempo l’euro cartaceo e quello digitale, perché meno si utilizza la moneta pubblica, più è alto il rischio di divenire ostaggio delle monete private ed estere, magari senza accorgersene, anzi favorendole. E’ una sorta di sindrome di Stoccolma, ed è quello che sta proprio accadendo in Svezia. L’unica ad essere preoccupata è la banca centrale, mentre i politici finora hanno ignorato il problema. L’Unione non deve ripetere lo stesso errore.

Il punto di partenza è toccare con mano cosa significa vivere in un Paese dove il contante è letteralmente sparito; basta trascorrere qualche giorno a Stoccolma. Poi si guardano i dati aggregati, che confermano: tra i Paesi industrializzati, la Svezia – insieme alla Norvegia – ha un comportamento unico, proprio perché l’utilizzo del contante è crollato. Perché? Ma è un fatto importante?

La risposta alla prima domanda si ottiene dall’analisi economica della domanda di moneta, che ci insegna che la moneta emessa dallo Stato, quindi pubblica, oltre ad essere il metro per calcolare tutti i prezzi, svolge due funzioni: mezzo di pagamento e riserva di valore. Nel caso del contante, si scopre una ulteriore distinzione, che consente di separare le due funzioni, tra banconote di taglio normale e grande: le banconote normali sono utilizzate come mezzo di pagamento, quelle di grande taglio come riserva di valore.