Anche i clinici chiedono una legge sul fine vita. Il 90% dei clinici infatti, come emerge da un sondaggio promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e da Fondazione Aiom che ha coinvolto anche medici di altre specialità, ritiene necessaria una legge nazionale in materia di fine vita. E’ uno dei dati principali con cui si apre oggi a Lecce convegno sulle “Giornate dell’Etica” dedicato al “Fine vita: la cura oltre la malattia”.
Un sondaggio per conoscere il punto di vista dei clinici
L’indagine ha coinvolto 562 clinici e ha visto la partecipazione di diverse società scientifiche (come Airco - Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica, Siaarti - Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, Sico - Società Italiana di Chirurgia Oncologica, Sicp - Società Italiana di Cure Palliative e Sico - Società Italiana di Psico-Oncologia). Scopo del sondaggio era quello di raccogliere i punti di vista dei clinici su modalità organizzative messe in atto in tema di cure palliative precoci, pianificazione condivisa delle cure, sedazione palliativa, desistenza terapeutica, aiuto medico nel morire.
Un tema quanto mai attuale all’indomani dell’approvazione da parte della Sardegna, e dopo la Toscana, di una legge sul fine vita e mentre il Parlamento affronta la questione. Dal sondaggio emerge come il 63% dei clinici è favorevole all’eutanasia nei pazienti oncologici (per il 50% solo in determinate circostanze, per il 13% sempre). “È importante mettere in luce che il 50% lo è in presenza di determinate circostanze, in particolare in caso di sofferenza inaccettabile, scelta consapevole o aspettativa di vita breve - commenta Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione Aiom - Si tratta di condizioni in linea con i criteri stabiliti dalla Corte Costituzionale, cioè grave sofferenza fisica o psicologica, capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, patologia irreversibile e dipendenza da trattamenti di sostegno vitale. Solo i clinici, che hanno un rapporto di cura continuativo con il paziente, sono in grado di esprimere una valutazione al riguardo in tempi brevi”.







