Ogni persona ha diritto a non farsi curare. Lo dice la nostra legge. E lo sostiene anche, in uno dei sette punti redatti, la Commissione Bioetica dell'Accademia Nazionale dei Lincei. In un testo - Questioni bioetiche in materia di morte volontaria medicalmente assistita-, l'istituzione mette in luce una grossa lacuna normativa riguardo al fine vita. Perché, scrive, la nostra legislazione non è esaustiva; genera incertezza per i cittadini e lascia «un margine di discrezionalità eccessivo alla giurisprudenza».