«Quando una persona ha una malattia incurabile, e vive con gravi sofferenze fisiche, è giusto che i medici possano aiutarla a morire se il paziente lo richiede»? Sì, non smette di ripetere l’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento. Secondo le più recenti analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nordest, a dichiararsi favorevole all’idea che un medico possa aiutare un malato incurabile a morire, qualora gli fosse richiesto, è il 79% degli intervistati. Questo è un orientamento ampio, stabile e diffuso, maturato nel corso di oltre vent’anni: nel 2005, infatti, la platea dei consensi si fermava al 57%. Da allora, però, la crescita è stata netta e costante: tra il 2010 e il 2015, il valore si attesta intorno al 64-65%; balza al 75% nel 2020; tocca l’80% l’anno scorso per stabilizzarsi, oggi, intorno al 79%.

Al di là dell’ampiezza, ciò che colpisce maggiormente è la trasversalità del consenso: in nessun caso, infatti, scende sotto la soglia del 50%. Tuttavia, guardando alla classe d’età possiamo trovare indicazioni interessanti: l’adesione appare particolarmente elevata tra gli under 30 (86%), e, in misura ancora più evidente, tra quanti hanno tra i 30 e i 44 anni (91%). Nelle fasce d’età centrali (45-54 anni), invece, si ferma vicino alla media (79%), mentre al di sotto di questa soglia ritroviamo adulti (74%) e over-65 (67%).