Iprimi erano alla carne. I prossimi (forse) saranno alla carbonara. È un viaggio nei sapori del Buon Paese quello che si può fare esplorando i ripieni dei mitici Sofficini che hanno festeggiato i loro primi 50 anni con un evento fra passato e futuro, presentato da Francesca Romana Barberini al Garum di Roma.
Alle origini rimandavano al gusto dei cannelloni, immancabili nei pranzi della domenica negli anni Settanta. E riproponevano in un fagottino farcito un piatto concentrato da portare in tavola velocemente, senza stare ore ai fornelli. Perché velocità e praticità erano, e sono, gli ingredienti principali dei sofficini. La versione al ragù di ieri è stata rivisitata e riproposta solo per l'occasione, anche se sono in tanti che vorrebbero rivedere in commercio i primissimi sofficini Findus degli inizi.
Il rito popolare
"Questi che proponiamo adesso come omaggio e non si trovano in vendita, sono con carne di manzo in veste meno grassa di quella delle origini e simili a una moderna lasagna" ha spiegato a Il Gusto lo chef Daniele Modena che da anni nello stabilimento della a Cisterna di Latina, nel Lazio, segue la preparazione di queste mezzalune ripiene entrate oltre che nelle cucine degli italiani, nella storia del costume. Perché sono esempio di rottura della routine casalinga della cucina tradizionale con lunghe preparazioni ai fornelli con questa novità. "Il nuovo piatto che libera dall’abitudine" era il claim dei primissimi spot in cui si vedevano famiglie annoiate dalla routine che ritrovavano l' allegria davanti a questi piccoli grandi tesori "croccanti fuori e filanti dentro" tutti da scoprire.








