La 812 Superfast l’ho provata. Un capolavoro moderno: 800 cavalli, controllo elettronico totale, aerodinamica attiva. Una macchina che va fortissimo, sempre e comunque. Ma c’è un problema , non ti parla. Ti comunica tramite sensori, algoritmi, settaggi. È tutto perfetto. Ma filtrato.

Poi sali su una Ferrari 400i, iniezione meccanica Bosch, cambio manuale a cinque marce, trazione posteriore, e ti ricordi cosa voleva dire guidare davvero. Nessun filtro, nessuna centralina, solo meccanica.

Solo tu, il motore e la strada

La messa a punto, risvegliare un V12 assopito: l’esemplare che ho avuto tra le mani sembrava stanco. Come tante 400i trascurate, il motore non esprimeva tutto il suo potenziale. Così ho deciso di metterci le mani e farla tornare viva, curandola personalmente: pulizia e regolazione del sistema Bosch K-Jetronic, controllo anticipo accensione, sostituzione candele e cavi, verifica fase, regolazione del minimo. E così è rinato il dodici cilindri Colombo.

L’erogazione è diventata piena, corposa, reattiva. Dai 2.500 giri il motore comincia a spingere deciso, e oltre i 4.000 canta come un V12 Ferrari deve cantare,voce metallica, rotonda, calda, autentica. Non è violento, ma progressivo. Una crescita aristocratica, tipica delle vere GT.