di
Virginia PIccolillo
Via libera alla terza lettura, andrà al Senato. Nordio: il referendum si terrà a marzo. Caso Almasri, la Giunta alla Camera chiede chiarimenti alla Procura su Bartolozzi
«La bottiglia buona, non champagne ma un vermentino, la tengo per l’approvazione definitiva. Ma, per le cronache di chi ritiene sia dedito all’alcolismo, adesso festeggio questa bellissima giornata con uno spritz». Scherza e ride il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, appena incassato il terzo sì alla sua riforma («è quella di Pannella», rivendicano i Radicali). Noncurante della bagarre esplosa, fin quasi alla rissa, per «l’esultanza del governo». «Non mi scandalizzo se l’opposizione cerca di annacquare una sconfitta con una diversione», punzecchia.
Soddisfatti la premier Giorgia Meloni: «Avanti con determinazione per consegnare alla nazione una riforma storica e attesa da anni», e Matteo Salvini: «Penso a Enzo Tortora e agli italiani ingiustamente processati e incarcerati e contento per magistrati liberi». Antonio Tajani, contestato da Pd, M5S e Avs, per un applauso che nega di aver fatto, la dedica a Silvio Berlusconi.













