Mentre prosegue nell'aula del Senato la discussione del ddl costituzionale per la riforma della giustizia (il voto è atteso per domani, giovedì 30 ottobre), la mobilitazione per il referendum entra nel vivo e la maggioranza si organizza. “Noi saremo i primi a promuoverlo perché vogliamo che i cittadini si pronuncino – fa sapere il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri di Forza Italia –La Costituzione prevede che il referendum costituzionale possa essere richiesto da un quinto dei parlamentari ed è quello che faremo come centrodestra. La giustizia deve funzionare meglio e la riforma costituzionale è un avvio”.

Separazione delle carriere dei magistrati, un secondo Csm e un’Alta corte disciplinare: cosa prevede

Il voto di domani al Senato chiude l’iter parlamentare della riforma. Intanto, in aula oggi gli animi si sono scaldati. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio non è intervenuto in replica a nome del governo al termine della discussione generale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Dai banchi delle opposizioni si sono alzate voci di protesta. “Aspettiamo domani le dichiarazioni di voto e la conclusione. Avevo già dato risposte preventive in varie interviste, visto che le osservazioni di oggi sono state la solita litania petulante”, commenta il Guardasigilli.