«47.8690° N 18.8699° E». Il portavoce del premier ungherese Victor Orban Zoltan Kovacs risponde così su X all’eurodeputata Ilaria Salis: sono le coordinate del carcere ungherese di Marianosztra, nel nord del Paese. Il tweet dell'eurodeputata di Alleanza verdi sinistra citava la procedura di revoca dell'immunità parlamentare attualmente in corso al Parlamento europeo. «Siamo entrati in una nuova fase cruciale della mia vicenda politica», aveva scritto Salis su X, «il 23 settembre, a Bruxelles, la Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo - dopo una lunga procedura segnata dalle continue pressioni dell'estrema destra - discuterà la richiesta del regime di Orban di revocare la mia immunità. Immunità che ho ottenuto grazie alla straordinaria mobilitazione popolare e al vostro voto, e che mi ha permesso di uscire da quel maledetto pozzo ungherese fatto di soprusi e umiliazioni, di tornare una donna libera e di poter lottare insieme a voi. Immunità, senza la quale, rischierei di finirci di nuovo, in quel maledetto pozzo».«Spero vivamente che il Parlamento scelga di non piegarsi all'autoritarismo e ai nuovi nazionalismi aggressivi alla Orban» ha aggiunto Salis.
«La revoca dell'immunità dell'eurodeputata Ilaria Salis dimostrerebbe la debolezza delle istituzioni europee di fronte a un regime autoritario. Per il Parlamento europeo, consentire a un eurodeputato in carica di comparire davanti a un processo farsa orchestrato da uno Stato sempre più autocratico rappresenterebbe una chiara sconfitta per la democrazia europea», riferisce il gruppo europarlamentare The Left.












