“47.8690° N 18.8699° E”. Sono le coordinate del carcere di Marianosztra, nel nord dell’Ungheria. Con questo messaggio, che suona come una provocazione, il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, ha risposto a un tweet di Ilaria Salis. L’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra aveva pubblicato un post sulla procedura di revoca dell'immunità parlamentare in corso al Parlamento europeo che era stata proprio l’Ungheria a proporre e su cui è attesa una decisione per la prossima settimana.
Salis aveva ottenuto l’immunità nel 2024, dopo essere stata eletta al Parlamento europeo tra le fila di Avs. Neppure un mese prima l’ex maestra milanese si trovava agli arresti domiciliari dopo aver trascorso oltre 15 mesi nella prigione di massima sicurezza di Gyorskocsi utca a Budapest. L’accusa era di aver aggredito alcuni militanti neonazisti durante una manifestazione nel febbraio del 2023.
Il post di Salis
“Siamo entrati in una nuova fase cruciale della mia vicenda politica”, così ha esordito l’eurodeputata nel post a cui ha fatto seguito il messaggio del portavoce di Orban. “Il 23 settembre, a Bruxelles, la Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo – dopo una lunga procedura segnata dalle continue pressioni dell’estrema destra – discuterà la richiesta del regime di Orbán di revocare la mia immunità”. Un’immunità, aveva spiegato, “che ho ottenuto grazie alla straordinaria mobilitazione popolare e al vostro voto, e che mi ha permesso di uscire da quel maledetto pozzo ungherese fatto di soprusi e umiliazioni, di tornare una donna libera e di poter lottare insieme a voi”. Se, quindi, l’Europarlamento decidesse di revocarla, “rischierei di finirci di nuovo, in quel maledetto pozzo”. Su di lei, infatti, pende un processo per lesioni in Ungheria nel quale rischia fino a 24 anni di carcere.












