Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti stoppa l’accesso ai conti correnti da parte del fisco. «È una vecchia proposta che rimarrà una proposta», dice Giorgetti lasciando Montecitorio. «A me non è ancora arrivata - aggiunge a margine della votazione sulla riforma della giustizia alla Camera -. Quando arriverà ovviamente la leggerò, però non credo proprio ci siano le condizioni per fare una roba del genere». La relazione della commissione La proposta che consentirebbe all’Agenzia delle entrate di monitorare l’estratto conto dei contribuenti che hanno debiti con il fisco, arriva dalla commissione per il riordino della riscossione, istituita proprio presso il Mef per esaminare il magazzino fiscale. La commissione è presieduta da Roberto Benedetti, presidente di Sezione della Corte dei conti a riposo, e tra i suoi componenti figurano esponenti del dicastero di via XX settembre e degli enti locali. La relazione del Mef sul magazzino è stata inviata alla Conferenza unificata, ed era particolarmente attesa dalla maggioranza di centrodestra perché ritenuta dal vice ministro Maurizio Leo propedeutica in vista della definizione di una nuova rottamazione delle cartelle chiesta a gran voce dalla Lega. “Pignoramenti più rapidi” Nella relazione della commissione, si legge che l’agente nazionale della riscossione dovrebbe poter disporre di tutti i dati di interesse «per la riscossione coattiva contenuti nell’anagrafe tributaria». Attualmente, infatti, non è concesso l’accesso massivo, ma solo ad alcune informazioni dei conti correnti. Per la commissione del Mef «sarebbe opportuno prevedere, con le necessarie cautele e a tutela della privacy», che si possa sapere non solo che il contribuente in debito abbia uno o più conti correnti, ma anche il suo estratto conto. Inoltre, si suggerisce di utilizzare i dati della fatturazione elettronica per avviare procedure mirate di pignoramento dei crediti da rapporti commerciali tra il debitore e altri soggetti.
Il fisco nei conti correnti, Giorgetti dice no: “Rimarrà una proposta”
Il ministro dell’Economia stoppa la commissione sulla riscossione istituita proprio presso il Mef











