Si è complicato a causa delle incertezze internazionali il quadro della manovra al quale il governo stava lavorando per il taglio dell'Irpef e la rottamazione delle cartelle.

Dalla Val d'Aosta, dove si trova per un appuntamento elettorale, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti raffredda gli umori e sfodera il consueto rigore in attesa dei numeri. "Tutto questo quadro su cui c'era una sicurezza, lo dico con grande franchezza, si è complicato un po' con tutte le vicende che a livello internazionale sono divampate e che non dipendono dal governo". Pesano gli oneri diretti e indiretti della guerra in Ucraina, dal costo dell'energia al sostegno finanziario che i paesi dovranno sostenere. La doccia fredda sulle misure arriva in una giornata nella quale la premier garantisce che la stella polare della manovra è il ceto medio.

"Noi abbiamo smesso di gettare i soldi dei cittadini dalla finestra, nonostante i debiti da pagare che ci hanno lasciato i nostri predecessori non abbiamo aumentato le tasse ma le abbiamo abbassate", rivendica Meloni. "E vogliamo proseguire in questa direzione come sapete ora concentrandoci con la prossima legge di bilancio sul ceto medio". Una linea che sembra il mantra dei partiti della maggioranza anche se poi resta sempre più da capire su quali misure si potrà effettivamente puntare e su come calibrarle. Proprio in giornata si era appreso che per le fasce più deboli è plausibile che la social card 'Dedicata a te' possa essere rinnovata anche per il 2026. Giorgetti spiega che "l'entità della manovra finanziaria è una variabile dipendente appunto dai numeri di contesto che, come ho sempre detto, è dovere del ministero dell'Economia assicurare".