La storia conta perché i fatti e le interpretazioni del passato perdurano nella memoria collettiva e vengono rappresentati dalle visioni dominanti. Questo dato elementare sembra mancare proprio nella nostra cultura occidentale, in cui stato di diritto e valori di eguaglianza e libertà si sono affermati. La nostra storiografia e la sua trasposizione nelle narrative politiche tralasciano sullo sfondo i grandi crimini commessi nei secoli scorsi; li riconosciamo, ma non siamo in grado di capire quanto possano avere plasmato come siamo visti dal resto del mondo.
I tre casi più simbolici ma anche molto rilevanti in termini di impatto sociale sono la tratta degli schiavi, le due guerre dell’oppio in Cina e la colonizzazione dell’India.
Gli schiavi sono sempre esistiti e lo schiavismo ha avuto forme e brutalità diverse. Ma la costruzione sistematica di una filiera industriale che andava dalla cattura, al trasporto e alla vendita degli schiavi nelle Americhe ha avuto una dimensione e brutalità senza precedenti. Nel solo periodo tra il 1700 e il 1860 circa 8,5 milioni di africani furono strappati dai loro villaggi per essere venduti come cose a proprietari terrieri francesi, inglesi e americani. Il trauma di questo crimine di massa ha implicazioni evidenti nell’America di oggi e nella diffidenza dei paesi africani per l’Europa e gli Stati Uniti, aspetto che potrebbe avere favorito l’espansione cinese nel continente.







