ROMA – La Fed taglia i tassi per la prima volta nel 2025. Il costo del denaro cala di un quarto di punto in una forchetta fra il 4,0% e il 4,25%. E la banca centrale americana prevede altri due tagli analoghi, da 25 punti base, entro la fine dell’anno. L’istituto guidato da Jerome Powell, inoltre, prevede un’inflazione 'core' al 3% entro il 31 dicembre.

Nel comunicato in cui ha annunciato la sua decisione, il Fomc spiega che nel prossimo futuro "valuterà attentamente i dati in arrivo, l'evoluzione delle prospettive e l'equilibrio dei rischi". Inoltre, il Comitato direttivo si dichiara "fortemente impegnato a sostenere la massima occupazione e a riportare l'inflazione al suo obiettivo del 2%" e per questo "sarebbe pronto ad adeguare l'orientamento della politica monetaria, se necessario, qualora emergessero rischi che potrebbero ostacolare il raggiungimento dei suoi obiettivi".

Taglio dei tassi, il voto contrario del trumpiano

A votare contro il taglio dei tassi deciso dalla istituzione è stato il trumpiano di ferro Stephen Miran, appena nominato dal presidente Usa. Miran, alla sua prima riunione con la Fed, avrebbe preferito un taglio più alto, di mezzo punto percentuale. È stato l’unico del Fomc a votare contro, gli altri 11 governatori hanno approvato la decisione. Il comitato ha ribadito le proprie preoccupazioni per la congiuntura economica e l’incertezza sugli scenari futuri.