È stata condannata per comportamento anti-sindacale l’azienda di call center che a febbraio ha cambiato il contratto collettivo dei suoi lavoratori, applicando quello “al ribasso” firmato a fine 2024 dal sindacato Cisal e dall’associazione datoriale Assocontact. Si tratta della Network Contact, con sede a Molfetta (Bari). Presso il Tribunale di Trani, l’impresa ha perso una causa avviata nei mesi scorsi dalla Slc Cgil, sigla dei lavoratori delle telecomunicazioni. La Cgil parla di accordo “pirata”: l’intesa è stata contestata dai lavoratori del settore sin dal giorno della sua firma, nove mesi fa. Tuttavia, negli scorsi mesi, diverse aziende hanno disdetto il contratto firmato dai tre sindacati confederali con l’Asstel, che vale per tutto il mondo delle telecomunicazioni, non solo i call center: ora sono in corso le trattative per il rinnovo. Ma alcune imprese dimostrano di preferire il contratto sottoscritto dalla Cisal – sigla molto vicina al governo Meloni – poiché consente di risparmiare sul costo del lavoro peggiorando la condizione dei lavoratori.
La decisione del giudice Marco Sabino Loiodice è di poche pagine. In estrema sintesi, stabilisce che la Network Contact non poteva disapplicare il contratto collettivo di Cgil, Cisl e Uil senza un preventivo confronto con i sindacati. L’impresa, infatti, aveva deciso il cambio in modo unilaterale e il motivo è intuibile: i tre sindacati si sarebbero opposti in ogni modo, anche perché impegnati da mesi a contestare la firma dell’accordo Cisal-Assocontact. “Nonostante l’ampia libertà delle scelte imprenditoriali – scrive il magistrato – nel caso di iniziative che coinvolgano ampiamente i lavoratori è istituto comune l’obbligo di un accordo con le organizzazioni sindacali che li rappresentano”.






