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Ultimo aggiornamento: 14:01

“Sono risalito in seggiovia e ho visto cosa era successo. Sono andato fuori di testa“. Tra i compagni di nazionale presenti in Cile durante l’incidente mortale di Matteo Franzoso c’era anche Christof Innerhofer, sciatore plurimedagliato olimpico e mondiale. A raccontare tutto è stato proprio l’atleta italiano a Repubblica: “Torno a casa, non mi interessa allenarmi, non potrei farlo. Non ho le forze, come faccio a pensare a sciare?”.

Franzoso, 25enne, è deceduto dopo la bruttissima caduta di domenica 14 settembre mentre si allenava in Cile, sulla pista di La Parva, a 50 km dalla capitale cilena. È caduto affrontando il primo salto del tracciato di allenamento, finendo sbalzato in avanti verso le reti. Ha oltrepassato due file di reti e ha sbattuto contro la staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato. “Non riesco neanche a dormire. La prima notte ho camminato fino alle quattro del mattino, la seconda sono rimasto in palestra per sfogarmi. Sono distrutto”, ha raccontato Innerhofer.

Poi il racconto degli attimi immediatamente successivi all’incidente: “Ho visto le persone intorno a lui, ho capito subito la gravità dell’incidente. Io sono sceso due minuti prima di Matteo e stavo risalendo per fare il secondo giro sulla pista”. L’atleta azzurro, che il 16 settembre avrebbe compiuto 26 anni, non ha superato le conseguenze del trauma cranico e del conseguente edema cerebrale, che si era creato dopo la caduta di sabato: “Non mi interessa rimanere qui, vado a casa – ha proseguito Innerhofer -. Ho lasciato il ritiro per raggiungere Santiago, sono passato in ambasciata visto che mi hanno rubato tutto, passaporto compreso, poi volerò in Italia al più presto perché qua non faccio più niente di niente”.