Ancora rifiuti, ancora una cava, e ancora una volta torna la paura di una nuova discarica nella valle del Tevere. A Castelnuovo di Porto, uno dei borghi più belli d’Italia e premiato da Legambiente come Comune Riciclone nel 2024 e 2025, la tensione è alle stelle. La Mediaservice Recycling S.r.l. ha presentato richiesta per l’installazione di un impianto di trattamento e smaltimento rifiuti in località Monte Laceto, a pochi chilometri dal centro storico e dalla via Tiberina.
Il progetto, attualmente in fase preliminare e in attesa del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Puar), prevede un impianto su un’area di 26.700 metri quadrati, con una capacità annua di 253.000 tonnellate, di cui 3.000 di rifiuti pericolosi. Tre le linee operative previste: recupero di inerti da demolizione, trattamento di rifiuti non pericolosi e deposito preliminare di rifiuti pericolosi come cartongesso contaminato.
La rabbia dei cittadini e le preoccupazioni ambientali
La notizia ha scatenato l’allarme tra i residenti, che ricordano le battaglie contro la discarica di Riano e temono un nuovo impatto devastante sul territorio. L’area individuata è classificata come agricola e vincolata paesaggisticamente, con presenza di boschi e corsi d’acqua. Il Comune ha già evidenziato criticità legate al forte impatto acustico, alla non conformità urbanistica e ai rischi idrogeologici.








